martedì 2 agosto 2011

Grafia di Vittorio

Ciao,

ho trovato per caso il tuo blog navigando su internet e mi ha incuriosito molto.
Mi chiamo Vittorio, uomo, ho 32 anni e lavoro in una società di informatica.
Ti allego un saggio della mia scrittura.
Ti autorizzo a pubblicare sul blog sia il saggiodio grafia che il referto.

Grazie tante e spero di leggere presto il risultato della tua analisi.

Buon lavoro.

Vittorio.

3 commenti:

  1. eulalia1122001(Google)27 settembre 2011 alle ore 05:40

    Caro Vittorio,

    Una scrittura dalle nette attitudini per le materie scientifiche, che corre rapida sul foglio, velocemente perchè il tempo è sempre poco e quindi c'è fretta, andando subito all'essenziale!

    Una certa ipercritica che precede la fase decisionale, controllo e ricontrollo ....una mente fortemente analitica.

    Un forte legame con la famiglia d'origine, perchè le tue origini rappresentano un punto fermo, solido a cui far sempre riferimento, il nido in cui rifugiarsi... ciò tuttavia a volte limitante nel voler e poter scegliere liberamente!!!

    Il futuro invece ti lascia sempre un po' attonito, quasi ne avessi paura, l'ansia del non conosciuto.

    Forte sensibilità, spiccato senso per musica, una forte inquietudine interiore che fai fatica a contenere ... l'essere frizzante in una riservatezza che ti contraddistingue ma anche molta diffidenza e il bisogno di acclimatarsi e di fidarsi prima di darsi agli altri.

    Selettività nelle amicizie perchè non tutti sono degni di essere ammessi at tuo entourage.

    Una sessualità vissuta in maniera non proprio passionale ..talvolta un disinteresse o meglio il sesso fine a se stesso!!!

    ma soprattutto.....il tuo scritto mi parla di un Vittorio maliconconico, stati d'animo di sconforto, un' eccessiva stanchezza, forse causata da pressioni ambientali o da un temporaneo malessere fisico ...la carenza di progettualità o perchè no, la demotivazione ..un lieve pessimismo, la tendenza alla rinuncia, un senso di impotenza...il timore di manifestare le proprie esigenze ..un ansia verso ciò che è altro da sé..i destinatari delle nostre parole, il mondo esterno!

    Caro Vittorio,

    qualsiasi forma di disagio è la mancanza di coordinamento tra corpo, mente e animo ...dobbiamo dire no alle cose che vogliamo che non succedano, ribellarci al pensiero della malasorte che non esite.

    Esistono sempre difficoltà ma alla fine siamo sempre in grado di trovare una via d'uscita, dal momento che smettendo di preoccuparci, le cose non possono che andare meglio.

    Bacissimi
    Emanuela

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  2. Cara Emanuela, grazie per la tua analisi.
    E' sorprendente quanto la scrittura possa raccontare dell'interiorità di una persona.
    Condivido molte delle tue osservazioni: l'ipercriticità decisionale è di certo una qualità che sento mia così come la perplessità relativa al futuro o, meglio, la fatica di immaginarlo, a volte; l'inquietudine interiore poi è sempre stato un mio segno distintivo.
    Mi hanno colpito molto le tue considerazioni relative allo sconforto e alla stanchezza: l'ultimo anno non è sttao facile, è vero (...possibile che la scrittura dica anche questo?! sorprendente!).

    Altre osservazioni invece non le considero del tutto "adatte" alla mia personalità: l'attitudine per le materie scientifiche non è mai stata prevalente rispetto a quella per le materie letterarie; ho una laurea scientifica, è vero ma solo per una questione di spendibilità sul mercato del lavoro.
    Il legame con la famiglia c'è ma non è mai stato limitante semmai il contrario: la certezza di avere un posto dove poter tornare mi ha spesso dato coraggio e serenità quando ero lontano, quando miaccingevo ad intraprendere un nuovo "percorso" (vivo solo dall'età di circa 20 anni...ma mi piace tornare a volte dai miei: mi aiuta a "ricaricare" le batterie).

    Grazie ancora per il tuo messaggio di speranza: ne farò buon uso!

    Un saluto,
    Vittorio.

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  3. eulalia1122001(Google )12 ottobre 2011 alle ore 06:19

    Vittorio,

    replico alle osservazioni non del tutto "adatte" come tu scrivi ...
    .....sulla spendibilità di una laurea piuttosto che un'altra sul mercato del lavoro, questo non spetta a me dirlo... i tuoi processi mentali favoriscono più analisi stilizzate e analitiche (direi anche filosofiche) delle varie tematiche piuttosto che elelaborate narrative in cui ci si perde nei meandri più oscuri.
    Ciò non toglie che saresti stato in grado di intraprendere percorsi letterari!Non so se tuttavia cosi' facilmente!!

    Per quanto riguarda la famiglia.... il cordone ombelicale è invisibile, esso oltrepassa invisibilmente migliaia di chilometri perchè esso è dentro di noi!

    Un grande abbraccio
    Emanuela

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